norma taglia idonei
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La norma taglia idonei 2023 e lo scorrimento della graduatorie.

Sul nostro sito avrete già letto l’approfondimento dedicato alla nuova Riforma Concorsi Pubblici, entrata in vigore in data 14 luglio 2023.

L’aspetto più controverso di tale riforma è stata l’introduzione della norma cosiddetta “taglia idonei”: già dal nome, si desumeva come essa potesse limitare la possibilità, per i partecipanti ai concorsi pubblici, di aspirare ad un’assunzione mediante lo scorrimento delle graduatorie.

La normativa previgente.

Prima della riforma del 2023, tutti i candidati che superavano con il punteggio minimo la prova unica o le prove di un concorso pubblico venivano, per l’effetto, inseriti nella graduatoria dell’Amministrazione banditrice l’Avviso Pubblico.

Sulla base di tale sistema, accadeva spesso di essere chiamati dall’Amministrazione titolare della graduatoria (o da altre Amministrazioni alle quali la stessa veniva “ceduta”) al fine di essere assunti mediante l’istituto dello “scorrimento” della graduatorie.

In tal caso, gli “idonei”, come anticipato, pur non vantando un vero e proprio diritto all’assunzione (in quanto tale riservato soltanto ai vincitori del Concorso), potevano confidare di essere assunti, a tempo determinato o indeterminato (a seconda della tipologia del Concorso), mediante lo scorrimento delle graduatorie.

la riforma del 2023: un ritorno alla regola del concorso pubblico?

L’obiettivo principale della norma “taglia idonei” è quello di far sì che le deroghe al principio del concorso pubblico siano sempre più ridotte, potendo essere considerate conformi a legge solo qualora siano funzionali al buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, e ” ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle, come ha ripetutamente sostenuto la Corte Costituzionale.

Pertanto il Legislatore, al fine (almeno inizialmente, come vedremo) di ridurre il numero dei candidati idonei, senza soppesare appieno le problematiche derivanti da tale scelta, aveva inserito nel nostro ordinamento , con l’art. 1-bis del decreto legge 22 aprile n. 44 (convertito nella legge 21 giugno 2023, n. 74) la prima versione della norma “taglia idonei”.

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In una prima fase, tale norma aveva la seguente e ambigua formulazione: “Nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale entro il 20 per cento dei posti successivi all’ultimo di quelli banditi. In caso di rinuncia all’assunzione o di dimissioni del dipendente intervenute entro sei mesi dall’assunzione, l’amministrazione può procedere allo scorrimento della graduatoria nei limiti di cui al quarto periodo”.

Ciò aveva destato forti preoccupazioni, in quanto:

  • La norma non chiariva se essa si applicasse a tutti i concorsi pubblici, ovvero anche a quelli indetti dalle Amministrazioni del Sistema Sanitario Nazionale;
  • Veniva, sia pure in via indiretta, ridotta la possibilità per le Amministrazioni di procedere all’assunzione di nuovo personale mediante lo scorrimento delle graduatorie concorsuali approvate da altri Enti, mediante l’istituto della cessione delle graduatorie di cui all’art. 3, comma 61, L. 24 dicembre 2003, n. 350.

Quest’ultima norma, già esaminata in un nostro precedente articolo, prevede che

le amministrazioni pubbliche … possono effettuare assunzioni anche utilizzando le graduatorie di pubblici concorsi approvate da altre amministrazioni, previo accordo tra le amministrazioni interessate”

La seconda versione della norma “taglia idonei” 2023.

Con la seconda versione della norma “taglia idonei” il Legislatore ha ristretto l’ambito di operatività di tale norma.

Difatti, con l’articolo 28.ter del decreto legge 22 giugno 2023, n. 75, è stato riscritto l’art. 35, comma 5-ter del decreto legislativo n. 165/2001, ed inoltre sono state apportate alcune importanti precisazioni.

Nell’attuale formulazione, è previsto quanto segue: “Nei concorsi pubblici, a esclusione di quelli banditi per il reclutamento del personale sanitario e socio-sanitario, educativo e scolastico, compreso quello impiegato nei servizi educativo-scolastici gestiti direttamente dai comuni e dalle unioni di comuni, e dei ricercatori, nonché del personale di cui all’articolo 3, sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale dopo l’ultimo candidato vincitore, in numero non superiore al 20 per cento dei posti messi a concorso. In caso di rinuncia all’assunzione, di mancato superamento del periodo di prova o di dimissioni del dipendente intervenute entro sei mesi dall’assunzione, l’amministrazione può procedere allo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori entro il limite di cui al quarto periodo. La disposizione del quarto periodo non si applica alle procedure concorsuali bandite dalle regioni, dalle province, dagli enti locali o da enti o agenzie da questi controllati o partecipati che prevedano un numero di posti messi a concorso non superiore a venti unità e per i comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti e per l’effettuazione di assunzioni a tempo determinato”.

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Dunque, per riepilogare, la norma “taglia idonei”, nella sua seconda versione, non si applica ai concorsi pubblici banditi:

  • per il reclutamento del personale sanitario e socio sanitario;
  • per il reclutamento del personale educativo e scolastico, impiegato nei servizi gestiti direttamente dai Comuni oppure dalle Unioni dei Comuni;
  • dagli enti locali, Regioni, Province o da enti o agenzie da questi controllate o partecipate che prevedano un numero di posti messi a concorso non superiori a venti unità;
  • banditi dai Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti;
  • banditi per assunzioni a tempo determinato.

In questi casi, dunque, sarà più agevole per le Amministrazioni procedere allo scorrimento delle graduatorie, in via diretta oppure cedendo la stessa graduatoria ad altre Amministrazioni interessate ad assumere il personale mediante scorrimento della stessa.

Come funziona in concreto la nuova norma taglia idonei?

Cerchiamo adesso di spiegare, con un esempio concreto, come funziona la nuova norma taglia idonei.

A tal proposito, facciamo l’esempio di un Ente pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza di un Ministero, che pubblichi un Avviso Pubblico per 100 posti, con 2000 partecipanti e con 400 candidati che superino le prove concorsuali.

Ebbene, i candidati posizionati dal numero 1 al numero 100 della graduatoria saranno “vincitori”, mentre gli idonei:

  • prima dell’entrata in vigore della norma in esame, sarebbero stati 300;
  • invece a seguito della norma “taglia idonei”, nella sua più recente formulazione, gli idonei sarebbero solamente 60;
  • dunque, si avrebbero ben 240 partecipanti che in base alla vecchia normativa potevano aspirare all’assunzione mediante scorrimento della graduatoria e che oggi, con la “taglia idonei”, non potrebbero in nessun caso essere assunti.

Da quale momento si applica la norma taglia idonei?

Di recente il Tribunale Amministrativo del Lazio (qui per approfondire) ha ritenuto che la norma “taglia idonei”, a seguito della sua rimodulazione, si applichi in buona sostanza solo ai bandi di concorso pubblico indetti successivamente alla legge n. 112 del 10 agosto 2023 (ovvero a seguito della “seconda versione” della norma).

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Tale decisione è stata presa dai Giudici Amministrativi in quanto la norma “taglia idonei”, per i motivi ampiamente rappresentati nel presente articolo, è una normativa che restringe eccessivamente la partecipazione dei candidati (quello che i giuristi chiamano, con motto in latino, il “favor partecipationis”), in modo da far ritorno, almeno in alcuni ambiti, alla “regola” del concorso pubblico.

Considerazioni conclusive.

A seguito della norma “taglia idonei” è stato sostento che il limite del 20 percento, per gli idonei ai concorsi pubblici. sia la regola generale.

A nostro avviso, invece, potrebbe ben sostenersi il contrario, ovvero che essa costituisca l'”eccezione”: ciò in quanto, a seguito della “seconda versione” della taglia idonei, essa si applicherà – di fatto e nella maggioranza dei casi – alle procedure concorsuali bandite dai Ministeri e dalle Amministrazioni centrali, in quanto le uniche a prevedere normalmente un numero di posti messi a concorso superiore alle 20 unità.

Infatti l’altro settore che, normalmente, può contemplare un numero maggiore di posti messi a concorso (anche di gran lunga superiore alle 20 unità), è come noto rappresentato dal sistema sanitario nazionale: e tuttavia, come abbiamo visto, i Concorsi in ambito sanitario sono radicalmente esclusi dalla norma taglia-idonei.

Dunque, per tutti gli altri Enti nei confronti dei quali non è previsto alcuno sbarramento o limite percentuale, continuerà a valere la regola generale con la possibilità di un potenziale scorrimento della graduatoria di tutti gli idonei fino alla decadenza della graduatoria stessa.

Tuttavia, come anticipato dal nostro articolo sulla Riforma Concorsi Pubblici, i partecipanti ai concorsi pubblici dovranno prestare massima attenzione in quanto coloro che risultano idonei o vincitori, ma non assumono servizio entro la data fissata, e senza addurre un giustificato motivo, decadono dalla graduatoria del concorso stesso.


In conclusione, la normativa della “taglia idonei” ha generato un impatto significativo sullo scorrimento delle graduatorie nei concorsi pubblici, sollevando dubbi e incertezze tra i partecipanti.

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