Impugnazione graduatoria di Concorso Pubblico: i 5 errori più comuni
Hai partecipato a un concorso pubblico, superando tutte le prove, e tuttavia compari in graduatoria con un punteggio ingiusto, sbagliato o comunque inferiore rispetto a quello che aspettavi: a questo punto ti chiedi se è possibile far valere l’impugnazione graduatoria mediante un ricorso.
Sei nel posto giusto: con questa guida ti spiegheremo passo-passo come devi procedere.
La graduatoria di un concorso pubblico
Prima di parlare della impugnazione graduatoria occorre chiarire, anzitutto, che cosa sia esattamente una “graduatoria pubblica“.
Ebbene, la graduatoria rappresenta l’esito di un Concorso Pubblico e viene predisposta dalla Commissione d’esame a conclusione della effettuazione di tutte le prove (preselettiva, scritta, orale) della selezione e, inoltre, all’esito della valutazione dei titoli posseduti dai candidati.
La presenza di una “graduatoria” permette di dire con certezza, a parità di altre condizioni, che ci si trova di fronte ad un “concorso pubblico” vero e proprio: non è, ad esempio, una graduatoria vera e propria l’elenco dei candidati che hanno i requisiti per la stabilizzazione: ciò in quanto, in tal caso, i candidati non hanno superato delle prove selettive.
La precisazione è importante perché, come vedremo, solo nella impugnazione graduatoria di un concorso pubblico hai a disposizione soltanto 60 giorni di tempo per proporre ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo (chiamato anche “T.A.R.”).
Impugnazione graduatoria: i cinque errori più comuni per fare ricorso
E’ indispensabile comprendere le motivazioni per cui desideri procedere con l’impugnazione graduatoria di un concorso pubblico.
Gli errori più comuni effettuati dalle Commissioni di esame includono:
- Errori di valutazione: gli errori nel punteggio attribuito ai candidati sono un motivo valido per impugnare la graduatoria. Ciò accade quando un candidato ritiene che le risposte date alla prova scritta o in sede preselettiva, o ancora all’esame orale, siano state valutate in modo erroneo dall’Amministrazione o vi siano state discriminazioni nei criteri di valutazione approvati dalla commissione esaminatrice.
- Vizi formali: la procedura del concorso pubblico deve rispettare le prescrizioni stabilite dal bando o dalla legge. La mancanza di pubblicazione di atti ufficiali; la modifica delle modalità di svolgimento delle prove, ovvero dei criteri selettivi, o l’illegittima composizione della Commissione, possono costituire vizi di forma.
- Disparità di Trattamento: se vi sono state disparità di trattamento tra i candidati (ad esempio: l’attribuzione di punteggi aggiuntivi non previsti o l’esclusione ingiustificata di alcuni candidati) si può procedere con l’ impugnazione graduatoria.
- Inosservanza dei criteri valutativi: qualora la graduatoria sia l’esito di una illegittima applicazione dei criteri selettivi previsti dal bando, i candidati possono contestarne la validità.
- Violazione dei diritti dei candidati: in caso di violazione dei diritti dei candidati, come la mancata valutazione di specifiche esigenze legate a categorie protette (disabilità, maternità, ecc.), ciò può comportare l’impugnazione graduatoria.
A chi presento il ricorso ed entro quanto tempo?
Il ricorso deve essere presentato al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. Tale termine è perentorio: ciò significa che, entro tale data, il ricorso dovrà essere notificato all’Amministrazione che ha bandito il concorso.
Se il ricorso non viene presentato entro 60 giorni, l’impugnazione graduatoria potrà essere ancora effettuata ma – in tal caso – con un altro strumento processuale chiamato “ricorso straordinario al Capo dello Stato“, che può essere addirittura effettuato entro 120 giorni dalla pubblicazione della graduatoria.
Devo avvertirvi, però, che tale strumento non assicura la stessa rapidità della decisione che è propria del TAR: anzi, si tratta di uno strumento particolarmente lento e, nella maggior parte dei casi, inidoneo ad assicurare la piena tutela agli interessi dei candidati che vogliono effettuare l’impugnazione graduatoria.
Il provvedimento di esclusione
In alcuni casi il candidato sarà tenuto ad impugnare l’atto con il quale l’Amministrazione lo ha sostanzialmente escluso dall’ammissione o dalla ulteriore prosecuzione del concorso pubblico, senza dunque poter attendere la pubblicazione della graduatoria (nella quale egli, in ogni caso, non vedrà comparire il proprio nome).
Sono i casi, ad esempio, in cui il concorrente è stato escluso per via del mancato possesso di uno specifico titolo richiesto per l’accesso al concorso, oppure perché non ha allegato della documentazione necessaria nella propria domanda di partecipazione.
E’ chiaro che, in queste situazioni, proprio in quanto il concorrente non potrà più prendere parte all’ulteriore prosecuzione del Concorso, occorre domandare quanto prima (e sempre nel termine di 60 giorni dalla conoscenza del provvedimento) l’annullamento di tale atto di esclusione, chiedendo anzi al Giudice una misura “cautelare” provvisoria con la quale il candidato può essere “rimesso in carreggiata”.
In un caso vinto nel 2023, ad esempio, lo Studio impugnava il provvedimento di esclusione di un Professore Universitario dal Concorso per un posto di Professore Ordinario di Economia politica a causa della ritenuta mancanza della abilitazione necessaria per partecipare: ebbene, il ricorso è stato depositato il 27/10/2023 e il giorno seguente il T.A.R. di Torino ha adottato il decreto che puoi leggere qui, con il quale il ricorrente è stato cautelativamente ammesso a partecipare al concorso, sospendendo il provvedimento di esclusione.
Di quale documentazione hai bisogno?
Per procedere con l’impugnazione graduatoria, è importante raccogliere tutta la documentazione necessaria, tra cui, a titolo esemplificativo:
- le domande di partecipazione dei candidati;
- i verbali delle prove sostenute (prova orale, prova scritta, prova pratica etc.);
- il verbale contenente i criteri di valutazione delle prove, che di regola viene predisposto nella prima seduta della Commissione;
- l’atto di nomina della Commissione e le dichiarazioni rese dai commissari;
- il bando di concorso
Ebbene, considerato che spesso acquisire i verbali delle prove e le domande di partecipazione non è facile, e vi è il serio rischio che decorra il termine di 60 giorni per l’impugnazione della graduatoria, il nostro Studio Legale si è specializzato nella formulazione di puntuali istanze di accesso agli atti tese proprio a ottenere la documentazione utile.
Badate bene: scrivere un’istanza di accesso agli atti è solo in apparenza un’operazione “semplice”, dal momento che un minimo errore nella sua predisposizione (come ad es., tra i più comuni, la mancata indicazione della motivazione o l’elencazione dettagliata degli atti di cui si chiede la copia informatica), può condizionare negativamente l’esito della richiesta e dunque l’impugnazione graduatoria.
A tal proposito, puoi consultare qui un nostro recente approfondimento sull’istanza di accesso e su come formularla al meglio: se invece vuoi affidarti alla nostra esperienza, saremo ben lieti di poterti aiutare a predisporre l’accesso agli atti.
Possibili esiti favorevoli dell’impugnazione graduatoria
L’impugnazione graduatoria di un concorso pubblico comporta spesso esiti favorevoli per i candidati ricorrenti, quali ad esempio:
- Annullamento della Graduatoria: se il Tribunale Amministrativo Regionale accerta illegittimità significative, può annullare la graduatoria, ordinando all’amministrazione di ripetere le prove o di rivedere i punteggi.
- Rivalutazione delle Prove: in alcuni casi, il Tribunale può ordinare una rivalutazione delle prove contestate, consentendo ai candidati di ottenere punteggi corretti e, di conseguenza, una posizione utile per la propria assunzione lavorativa; o comunque, una posizione migliore in seno alla graduatoria. Sotto tale profilo, rimandando a un nostro articolo sullo scorrimento delle graduatorie, occorre precisare come anche il conseguimento di una posizione migliore in graduatoria possa comportare effetti “utili” al ricorrente, ove si consideri che l’Amministrazione interessata potrà procedere allo scorrimento della graduatoria o un Ente terzo potrà chiedere l’attingimento di quella graduatoria.
- Riconoscimento dei Diritti: in alcune ipotesi, se si dimostra che l’errore ha suscitato danni, i candidati possono avere diritto a un risarcimento, a seconda delle circostanze del caso concreto.
Tra l’altro, l’annullamento della graduatoria comporta anche, a cascata, l’annullamento del contratto nel frattempo stipulato dal (passato) vincitore del concorso pubblico.
Casi vinti di impugnazione graduatoria
Il nostro Studio Legale da moltissimi anni ormai si occupa dell’impugnazione delle graduatorie nell’ambito dei concorsi pubblici.
In molti dei casi vinti dallo Studio, in particolar modo, tramite la rivalutazione delle prove scritte o delle prove pratiche o orali si è consentito ai ricorrenti di:
- risultare vincitori della procedura concorsuale, stipulando un contratto con l’Amministrazione banditrice il concorso pubblico;
- risultare idonei della procedura concorsuale e, per l’effetto aumentare le chance di essere chiamati mediante scorrimento della graduatoria, o comunque di poter essere assunti mediante la cosiddetta “cessione della graduatoria”;
- conseguire un punteggio maggiore.
Un caso piuttosto frequente, in caso di preselezioni dei concorsi pubblici, è quello della validità dei quiz predisposti dalla Commissione d’esame (che spesso si avvale di agenzie esterne): ebbene, non sono rari i casi in cui sono considerati come “valide” le risposte sbagliate date ai quiz, o al contrario come “erronee” le risposte corrette.
In un caso vinto dal nostro Studio, ad esempio, con l’ordinanza n. 302 del 25 novembre 2016 il T.A.R. Abruzzo ha sospeso la graduatoria “in perspicua considerazione della oggettiva equivocità di taluni quesiti, tali da ingenerare la scelta di diverse risposte, tutte teoricamente corrette e/o plausibili”
Se sei curioso di leggere un altro caso vinto, ti invio a leggere anche la sentenza n. 132 del 19 aprile 2022 anch’essa emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo, all’esito della quale il nostro ricorrente, tramite la rivalutazione del punteggio, ha potuto stipulare, grazie al ricorso da noi patrocinato, un contratto a tempo indeterminato con l’Azienda.
Nel caso specifico, in particolare, l’Azienda Sanitaria aveva erroneamente considerato come “invalide” le risposte date dal candidato a due quiz, che gli avevano comportato il mancato superamento della prova preselettiva.
Conclusione: l’impugnazione graduatoria e’ possibile!
L’impugnazione delle graduatorie è uno “strumento” fondamentale per garantire la giustizia e la trasparenza nell’ampia materia del concorso pubblico, che abbraccia la maggior parte delle professioni.
Se ritieni che la tua graduatoria concorsuale contenga errori o ingiustizie, non lasciare che la tua opportunità svanisca: un ricorso legale tempestivo può cambiare il corso della tua carriera, migliorando il tuo punteggio o addirittura portandoti alla vittoria del concorso.
Il nostro Studio Legale, con anni di esperienza e numerosi casi di successo, è pronto ad assisterti passo dopo passo: contattaci subito compilando qui il modulo per una consulenza gratuita e scopri come possiamo aiutarti a far valere i tuoi diritti !
Salve. Avrei bisogno di valutare un eventuale ricorso contro l’amministrazione che ha bandito un concorso che oltre ai vincitori ha visto degli idonei. Con gli scorrimenti l’amministrazione ha concesso differimenti della presa di servizio fino a due mesi. Per cui negando la possibilità a chi si trova successivamente in graduatoria, la quale a breve scade.
Sì, è possibile valutare un ricorso: il differimento non dovrebbe bloccare lo scorrimento e, se la graduatoria scade prima che vengano chiamati gli idonei successivi, può configurarsi un’illegittima compressione delle loro aspettative giuridicamente tutelate.
Buongiorno, desidero un chiarimento, giorno 28 Luglio ho partecipato ad una sessione di esame per un concorso presso la locale università, il test si componeva di 40 domande. Il problema che ho riscontrato in tale test è che il titolo richiesto per accedere al concorso e la licenza media, quindi ritengo che il testo delle domande ed anche le conseguenti risposte dovessero essere espresse in forma “basica” cioè idonei ad un livello da terza media, invece il testo delle domande conteneva tecnicismi ed un linguaggio tipicamente legale / amministrativo degno di un esame universitario, giusto per fare un esempio in alcune domande era richiesto di interpretare un comma specifico di un particolare articolo di legge e le risposte erano anch’esse scritte in “legalese” di difficile interpretazione in quanto “esatte secondo logica” ma chiaramente solo una era esatta. E’ ammissibile un ricorso su questi presupposti, cioè per l’enorme scostamento tra il titolo di accesso richiesto ed il livello di difficoltà delle domande poste ? Grazie.
Sì, è possibile valutare un ricorso se il contenuto delle domande risulta manifestamente sproporzionato rispetto al titolo di accesso richiesto, in violazione del principio di proporzionalità e dell’affidamento dei candidati. Può contattarci, se lo desidera, dopo la pausa estiva.
Salve, ho partecipato ad una selezione
(Società a totale partecipazione pubblica, partecipata dal Comune di una città della Sardegna) per titoli con prova teorica e pratica
Nel bando iniziale nell’assegnazione dei punteggi (per quanto riguarda la prova scritta quiz con tre risposte di cui una esatta) c’era scritto ” per ogni risposta esatta verranno assegnati 6 punti per ogni risposta sbagliata 1,5 punti e per ogni mancata risposta 1 punto
In seguito, a circa una settimana dalla prova, nuovo comunicato con correzioni varie tra cui l’assegnazione dei punteggi: ” per ogni risposta esatta verranno assegnati 6 punti, per ogni risposta sbagliata – 1 punto, per ogni mancata risposta 0 punti”
Purtroppo non ho interpretato il trattino – come ” meno” e condizionato dai punteggi del primo bando pensavo fossero punti in aggiunta e non in diminuzione
Ci sono i presupposti per presentare ricorso, poiché avrei raggiunto il punteggio nello scritto se considero solo le risposte esatte (se non ci fossero state ambiguità a due domande non avrei risposto!)
Vi ringrazio
Sì, vi sono i presupposti per un ricorso, trattandosi di modifica dei criteri di valutazione successiva alla pubblicazione del bando iniziale, potenzialmente lesiva del principio di legittimo affidamento e della parità tra candidati. Ci contatti dopo la pausa festiva (dal 18 agosto).
buongiorno
un sindacalista mi propone questa interpretazione:
“Da parte tua (io, lo scrivente), l’unica impugnazione possibile, in quanto primo idoneo, è un ricorso per contestare i risultati finali (graduatoria) della procedura di progressione di livello 2022, ovvero contestare l’operato della commissione di valutazione e il punteggio finale assegnato al collega precedente in graduatoria. Per questo ricorso hai cinque anni di tempo dalla graduatoria (2027).”
e’ corretta?
Non è corretto: se la procedura ha natura concorsuale il termine è di 60 giorni (TAR), non 5 anni; solo se si tratta di progressione interna con natura contrattuale, devoluta al giudice del lavoro, opera la prescrizione quinquennale.